Governo Prodi

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andy
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Governo Prodi

Apro questo argomento del forum per segnalarvi un articolo apparso oggi su The New York Times, un'intervista carina a Prodi mentre fa jogging...

A parte gli scherzi, si nota la differenza dei tempi del Silvio, preso in giro da tutto il mondo, di Prodi dicono che ha un buon inglese, che è determinato nonostante i vari appellativi da bonaccione e interte che gli vengono appioppati.

È interessante come basti uno dall'esterno per sfatare gli italici luoghi comuni... va beh... leggete.. a me è piaciuto!
[b]
[url=http://www.nytimes.com/2007/12/08/world/europe/08prodi.html]http://www.n...

andy
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Leggete qui!!!

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andy
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Tornando in tema... Grazie Romano!

Povero Romano, fregato così! Ma ti ammiro, hai voluto andare fino in fondo, io ho apprezzato questa coerenza. Hai ragione, chi si prende così alla leggera la responsabilità di far cadere questo governo e appioppare agli Italiani l'ennesima "perdita di tempo" (nonchè il probabile ritorno dello Psiconano) doveva mostrarla bene la faccia ai cittadini!
Quindi nella disfatta almeno hai cercato e ottenuto la tua vittoria morale.

Grazie per (letteralmente) lo "sbattimento" che ti sei fatto in questi mesi a tenere insieme alla coalizione pure questi ahimè "utili", idioti che alla fine non hanno potuto non palesarsi nella loro natura.

Grazie per il gran lavoro del tuo governo che ha dato ossigeno ad un paese sull'orlo del soffocamento, rimettendolo in piedi grazie a decisioni importanti e coraggiose!

Chiudo con un applauso al capogruppo dell'Udeur, che non contento della regia della disfatta firmata dal suo boss Mastella, ha pensato bene di esibirsi in un assolo degno di un lama :-D
E qui vi lancio un dibattito: ma nella vostra legge elettorale ideale non mettereste una soglia di sbarramento almeno intorno alla decina per il Quoziente Intellettivo dei candidati? Oppure misuriamone la salivazione perchè l'accaduto ha dell'indecente!

Dai consoliamoci parlandone!

Buona notte,
[i]Andy[/i]

Anonimo (non verificato)
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"Se è così bravo da

"Se è così bravo da mettersi a capo di una cordata che salva Alitalia e Malpensa, benissimo, applaudiremo tutti Berlusconi..." Mi sembrano calzanti le osservazioni di Daniele Marantelli, esponene del PD di Varese candidato alla Camera, circa l'uscita del Cavaliere, improvvisamente loquace sulla causa dell'italianità della compagnia di bandiera, finora a lungo taciuta. "Sul mercato finora c'è solo Air France. E l'alternativa è solo il fallimento di Alitalia. Berlusconi lo vuole davvero? Lo vuole Fini? Lo vuole la Lega? Lo dicano chiaramente. Ma i costi non sarebbero certamente inferiori a quelli del piano per Malpensa, che invece può farcela a ricuperare unruolo impotante, anche di hub,come è arrivato a dire Veltroni",aggiunge Marantelli. E poi: "Due anni di governo Prodi hanno fruttato alla Regione Lombardia più di quanto abbia ottenuto in 5 di Berlusconi, che in quanto a opere pubbliche ha realizzato solo i disegnini sulla lavgnetta di Vespa e i cartelli stradali in dialetto... Abbiamo portato a casa anche gli ammortizzatori sociali per gli esuberi di Malpensa, e questo solo grazie al centrosinistra, perché la Lega si è astenuta sul voto al provvedimento. I lavoratori dovrebbero saperlo." Quanto a ciò che Prodi non avrebbe ottenuto in due anni per Alitalia, la domanda vale, identica, anche per il centrodestra: "E cos'ha ottenuto Berlusconi in 5 anni? Tutto ciò che ha fatto per Alitalia è un aumento di capitale con i soldi dei contribuenti, del tutto inutile. E questo nonostante le posizioni apicali controllate nel Ministero dell'Ecoomia e nella stessa Alitalia".

Paola Pessina
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Tremonti? "Profondamente deprimente": parola di OCSE

L'Ocse certifica il fallimento di Tremonti
Tra 2001 e 2006 produttività ferma
Italia maglia nera tra i maggiori Paesi industrializzati per la produttività. E' quanto emerge dalle statistiche diffuse oggi dall'Ocse nel “Factbook 2008”. Il nostro Paese risulta all'ultimo posto per la crescita della produttività del lavoro (Pil per ora lavorata) che è stata praticamente nulla (“inferiore allo 0,5%”) nel periodo 2001-2006. La situazione mostra miglioramenti nel 2006 (+1%) rispetto agli anni precedenti (dal -1,2% del 2002 al +0,4% del 2005), ma l'Italia resta ben al di sotto della media Ocse (+1,4%) e dell'Europa a 15 (+1,7%), per non parlare del 5,2% segnato dalla Repubblica Slovacca e del +3,4% di Corea e Ungheria.

Prendendo in considerazione la cosiddetta “produttività multifattoriale” (che include fattori quali l'innovazione tecnologica e organizzativa), l'Italia accusa addirittura una flessione media dello 0,5% nel 2001-2006, confermandosi fanalino di coda.

Anche in questo caso il trend, peraltro, dà segnali di miglioramento, come mostra il 2006 che ha registrato una crescita dello 0,6%, mentre gli anni peggiori del periodo sono stati il 2002 (-1,4%) e il 2003 (-1,6%). Senza sorpresa, l'Italia è ultima anche per crescita (molto vicina allo zero) del Pil pro capite nel 2001-2006.

Il declino emerge anche se si considerano le differenze di produttività e reddito rispetto agli Usa: il Pil per ora lavorata nel 1995 era pari a 91 (contro 100 degli Usa), nel 2006 era sceso al 76. Ugualmente il Pil pro capite nel 1995 era pari a 74 e nel 2006 era sceso a 66. In base alle statitische Ocse, il peggioramento del trend della produttività nel 2000-2005 è riscontrabile sia il settore manifatturiero, dove il valore aggiunto per lavoratore è diminuito di poco meno del 2%, sia nei servizi dove la flessione è dell'1% circa. In entrambi i casi l'Italia è a fondo classifica tra i maggiori Paesi industrializzati.

Nel “Factbook”, come di abitudine, l'Ocse sciorina numeri e classifiche facendoli precedere solo da brevi cenni esplicativi. Ma per la produttività fa un'eccezione e fa precedere l'introduzione da una frase dell'economista Paul Krugman: “La produttività non è tutto, ma a lungo andare è quasi tutto. La capacità di un Paese di migliorare il suo standard di vita nel tempo dipende quasi interamente dalla sua capacità di aumentare la produzione per lavoratore”.

Così Giorgio Tonini, responsabile economico del PD, in merito a questi dati: "Hanno ragione giornali come il Wall Street Journal e il Financial Times nel definire "profondamente deprimente" la possibilità di un ritorno di un Governo guidato da Berlusconi. Timori giustificati, come dimostrano i dati contenuti nel factbook 2008 dell'Ocse. Secondo le statistiche presentate, nel periodo 2001-2006, gli anni del Governo Berlusconi, l'Italia, è stata all'ultimo posto tra i paesi industrializzati per produttività. Cifre che certificano il fallimento di Tremonti. Un bocciatura senza appello per una gestione inadeguata che minò i conti pubblici, provocando un aumento incontrollato della spesa pubblica".
wwww.partitodemocratico.it

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