[justify]Rho non sarà più una “Città per la Pace”!! Lo ha deciso il Consiglio Comunale nella seduta del 15.5.2008 approvando una mozione presentata dal Gruppo di “Forza Italia” (che ha avuto anche il voto di tutti i Consiglieri degli altri Gruppi di Maggioranza) e revocando tutte le delibere con le quali la nostra Città aveva in precedenza aderito - a vari livelli - ai Coordinamenti degli Enti Territoriali per la Pace. Tale decisione mi ha lasciato in uno stato di sconsolata amarezza. Non era davvero opportuno e tanto meno necessario !! Invero il testo della mozione precisava che il Gruppo di Forza Italia riconosceva appieno il valore della “PACE”, ma siccome ciò era già espresso nella Costituzione e in tutte le Carte Internazionali dei Diritti dell’Uomo, ed i simboli della PACE erano già presenti nelle bandiere dell’Italia e dell’Unione Europea, era inutile da una parte esporre la bandiera della PACE e dall’altra aderire al Coordinamento degli Enti Territoriali che di PACE si occupano. E’ evidente che si doveva trovare una qualche giustificazione a sostegno della mozione, non potendo certo affermare la Maggioranza di essere contraria alla PACE (né potremmo pensare il contrario), ma ciò non cambia il fatto che con essa si è voluto manifestare una decisa volontà politica contraria al contenuto delle precedenti delibere con le quali la nostra Città aveva deciso di far parte del Coordinamento assieme a molti altri Comuni e di non rinunciare ad una politica per la PACE. Tale decisione non può quindi essere interpretata come un comportamento soltanto “neutro” (né a favore né contro) rispetto ai temi della PACE perché la revoca di una precedente delibera non può che essere intesa come una manifestazione contraria al contenuto della stessa.
La decisione di togliere la bandiera della PACE che da diversi anni sventolava sul Comune accanto a quella Italiana ed dell’Unione Europea non ha lo stesso significato che il decidere di non metterla. Il decidere che Rho non dovrà più essere una “Città per la Pace” non ha lo stesso significato del non decidere di esserlo. Ciò per l’identico motivo che non è la stessa cosa il voler togliere il Crocifisso da sempre esistente nelle aule pubbliche rispetto al non metterlo nei luoghi in cui è assente. Le prime sono pur sempre azioni che manifestano contrarietà ai valori che quei simboli (la bandiera della Pace ed il Crocifisso) rappresentano. Si può tentare in qualche modo di giustificarle ma non si riuscirà mai ad eluderne la loro sostanziale avversità.
Si può anche comprendere che una Maggioranza di Centro-Destra non voglia identificarsi in un cieco pacifismo, ma la rinuncia a far parte del Coordinamento non si giustifica comunque. Quei Coordinamenti non sono certo composti da Comuni amministrati da No-global o antimilitaristi, ma da coloro che comunque non vogliono rinunciare a parlare di Pace nemmeno a livello locale. La Maggioranza avrebbe avuto modo – all’interno dei Coordinamenti – di portare le proprie nuove sensibilità sui temi della Pace. Di discutere anche dei necessari mezzi per perseguire la PACE. Invece ha volutamente ed aprioristicamente del tutto rinunciato ad affrontare il problema, snobbando così la PACE. Ciò è tanto vero che, durante la presentazione della mozione, il Consigliere Relatore ha puntualizzato che l’appartenenza ai Coordinamenti non ha portato alcun vantaggio ai Cittadini di Rho perché le biciclettate, le manifestazioni, i tavoli di discussione sui temi della Pace non hanno risolto nessun loro problema concreto. La Pace, insomma, non sarebbe un nostro problema. Queste miopi considerazioni provocano una tristezza ancora maggiore. La politica – ad ogni livello – non può rinunciare ad un tema così vitale. La decisione di revocare le precedenti delibere sarebbe stata comprensibile se fosse stata accompagnata da proposte alternative sul come impostare una “nuova” politica per la Pace. La Maggioranza ha invece semplicemente revocato precedenti decisioni senza proporre alcuna propria alternativa politica esterna ai Coordinamenti. Ha rinunciato a discutere di PACE. Ogni Nazione, Città, Comunità ed Uomo ha invece bisogno non solo di PACE ma anche di PARLARE di PACE. Spesso ce lo ricordano i nostri anziani quando ci esortano a non abbassare la guardia ed a non autoconvincerci che la PACE sia ormai un bene per noi definitivamente acquisito. Non è così ed in termini storici è passato troppo poco tempo dagli ultimi conflitti per rinunciare a vigilare. La PACE una volta conquistata deve essere mantenuta, deve essere costruita ogni giorno ed uno dei modi che abbiamo – il più semplice - è parlarne per tenere viva l’attenzione. Per questo non si può rinunciare ad una politica per la PACE. Per questo la PACE è un nostro problema!! Per non parlare poi di quei Paesi ove la PACE è ancora un miraggio, ove la PACE è “Il Problema” e manca quindi la pre-condizione per poter affrontare ogni altra questione. Certo il Consiglio Comunale di Rho non risolverà i conflitti che purtroppo esistono nel mondo e dovrà occuparsi anzitutto dei problemi dei Suoi Cittadini. Ma ciò non è una buona ragione per rinunciare ad ogni politica per la PACE, per rinunciare alle concrete iniziative per un’educazione alla PACE (soprattutto in favore dei più giovani) che in questi anni ed attraverso i Coordinamenti hanno coinvolto la nostra Città. La Maggioranza di Centro-Destra ha voluto solo forzare la mano compiendo un gesto puramente ideologico.
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Era proprio necessario ?
Pietro Romano
Consigliere Comunale del PD