Comunicato stampa - Fornace e le politiche giovanili

Story: 

[justify]A riguardo dei recenti fatti accaduti in relazione allo sgombero del centro sociale SOS Fornace, il Partito Democratico di Rho ritiene che:

  • il principio di legalità deve sempre guidare la convivenza di una comunità locale;
  • la rappresentatività democratica, e unitamente la libera espressione delle idealità di ogni persona, sono la garanzia fondamentale affinché la legalità sia da tutti riconosciuta e da tutti rispettata;
  • senza unire legalità e rappresentatività democratica è impossibile poter assicurare ad una comunità, alla nostra comunità locale, sia quella maggior sicurezza da tutti auspicata nelle sue molteplici forme, sia reali processi d’integrazione e rispetto delle posizioni di ciascuno;
  • affinché reali processi di ascolto, integrazione e confronto - di posizioni anche significativamente diverse fra loro - possano avvenire in un contesto di sicurezza e solidarietà è necessario che esistano politiche sociali e culturali attive, rivolte ai giovani in luoghi e spazi dove questi ultimi possano esprimersi con la tipicità che è propria dei giovani, fatta di creatività e appassionata visione del presente e del futuro.

Il Partito Democratico di Rho pur prendendo positivamente atto dell’avvenuto sgombero del centro sociale SOS Fornace non può certo tacere alcune ambiguità emerse nel corso dello stesso, e in particolare un dispiegamento di forze, sia in fase di sgombero che a presidio delle manifestazioni connesse, francamente sproporzionato rispetto al comportamento tenuto dai componenti del centro sociale rhodense in questi anni: che si tratti di una sopravvalutazione o una strategia precisa per enfatizzare un pericolo che non c’è, di fatto, si è creato un clima di allarme fra i cittadini che va ben al di là dell’effettiva consistenza degli eventi. Questo non ci piace: né per i costi che comporta a carico della collettività, né tanto meno per il messaggio distorto che trasmette.

Riteniamo sproporzionato anche il compiacimento della maggioranza: a nostro giudizio infatti l’illegalità della Fornace consisteva essenzialmente nell’occupazione di uno spazio privato, con il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie (oltre che di sicurezza) che caratterizzava lo stabile di via San Martino, e nel disturbo frequente e fastidioso della quiete dei vicini; come purtroppo avviene ovunque ci siano luoghi di ritrovo frequentati in ore notturne, legali o meno, per giovani o meno. Ben più gravi violazioni della legalità e disturbi quotidiani lamentano i cittadini rhodensi, da cui sentono compromessa la loro serenità, ma l’opinione diffusa è che l’azione dell’amministrazione non ha segnato nessuno dei promessi salti di qualità che pure le hanno assicurato la vittoria elettorale un anno fa.

A nostro avviso, sarebbero miopi coloro che, a sgombero avvenuto, dovessero ritenere risolto il problema. Il ripristino della legalità formale non affronta la complessità di questo e altri fenomeni giovanili.

Ci auguriamo che questa sia una occasione nuova anche per i rappresentanti e i frequentatori di SOS Fornace per verificare la loro volontà di presenza in città, avviando un reale processo di legalizzazione; una modalità che potrebbe dare più peso e valore alle loro posizioni culturali, prima ancora che politiche.

Di certo, questa maggioranza che governa la città, il Sindaco e le forze politiche che lo sostengono - che pure in fase programmatica avevano dichiarato di voler individuare in città uno spazio per le esigenze di aggregazione dei giovani, prima di procedere allo sgombero della Fornace - hanno dimostrato in questo primo anno l’assoluta assenza di qualsivoglia politica e strategia di partecipazione dei giovani alla vita della città. I progetti e i finanziamenti in essere hanno semplicemente ridimensionato quanto sviluppato dalla precedente amministrazione; non c’è nulla a bilancio – nell’anno corrente - per il sostegno e/o lo sviluppo di nuove attività e progetti.

Il Partito Democratico guarda con viva preoccupazione alla modalità con cui, al contrario, questa Amministrazione, il Sindaco e gli Assessori deputati producono gli eventi sportivi, culturali e giovanili: sembra esser stata scelta la strada dei “grandi eventi” calati dall’alto, mentre è la capacità di mettere “in rete” le tante esperienze cittadine che esistono, promuovendole e dando loro maggiore dignità, a rendere realmente ricca, partecipata e vivace la nostra città.
Eventi calati dall’alto quali ad esempio gli Harlem Globe Trotters (invitati in piazza ad esibirsi su una pavimentazione del tutto inadatta e non apprezzata – anzi – dai giocatori stessi e dai giovani spettatori), o i prossimi concerti ad alto livello di decibel e minimo di contenuti, di richiamo per ragazzini-consumatori: e ancora una volta nel fragile centro storico adatto a piccoli eventi di qualità, piuttosto che ai mega-concerti, anziché nei luoghi che pure questa città ha attrezzato, quali il Molinello. Intanto, gli eventi in “rete” quale potrebbe essere la Consulta Giovani proposta dalla Giunta Comunale nell’ultimo bilancio languono. Ad oggi, nulla è stato fatto, nulla si sa, nulla si sta facendo.

I “grandi eventi” sono più utili a una Giunta per parlare di se stessa che non per far parlare di loro e tra loro i concittadini, a partire dai più giovani: secondo la formula del “panem et circenses”.

Oggi, in un tempo in cui la spinta all’omologazione ai modelli di consumo dominanti è forte e la disponibilità a riconoscere le diversità che compongono la nostra società cittadina e nazionale è indicata come una debolezza, le politiche volte esclusivamente alla sicurezza in senso lato, non coniugate con una idea propositiva di socialità condivisa, temiamo non portino a nulla se non ad un passeggero compiacimento della propria immagine.

C’è ben altro e di più da fare, a Rho! Ci pare che Sindaco e maggioranza non l’abbiano ancora colto e compreso, certamente nessuno ha visto politiche per i giovani e con i giovani![/justify]