PREMESSA
Sonovivissime le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che dal 1° maggio scorso prestano la loro opera presso gli stabili di proprietà del Comune nelle 33 diverse sedi - da Palazzo Comunale alle palestre scolastiche, dall’Auditorium ai Giudici di Pace ecc. - in forza dell’appalto aggiudicato alla ditta MIORELLI SERVICE S.p.A.
Preoccupazioni che erano già affiorate nelle modalità stesse di sottoscrizione del contratto: le lavoratrici furono convocate infatti solo il giorno prima della decorrenza dell’appalto (30 aprile); nessuna poté prendere visione per intero del testo contrattuale scritto, poiché non ne fu consegnata alcuna copia contestualmente; per altro fu assicurato che il contratto era identico nelle condizioni a quello già in vigore con il precedente appalto (ditta uscente: IL PORTICO), e sarebbe stato inviato in copia successivamente, a domicilio. Il contratto è così risultato disponibile nelle mani dei lavoratori (e non per tutti) a oltre un mese di distanza dalla presa di servizio.
Preoccupazioni che si sono intensificate nei due mesi di gestione decorsi, in base a precisi fatti:
- le prestazioni complessivamente svolte nell’appalto precedente da 24 lavoratori sono state di fatto addossate a soli 16 soggetti, ai quali si chiede esplicitamente di “rendere” di più per ottenere i medesimi risultati nelle ore loro assegnate
- alle lavoratrici vengono comunicate quotidianamente variazioni rispetto all’orario e alle sedi di lavoro programmate, in modo informale e senza alcuna disposizione scritta; ciò tra l’altro crea scompensi e disguidi (prestazioni rese o mancate in sedi diverse da quelle indicate, tempi di attesa davanti a edifici di cui non si dispone di chiavi) che divengono causa di rimproveri, addebiti e ultimamente anche contestazioni scritte da parte del datore di lavoro
- a diverse lavoratrici che obiettano sulle disposizioni poco chiare o chiedono spiegazioni in merito, i responsabili del servizio rispondono spesso in maniera perentoria e intimidatoria, anche in presenza di testimoni terzi
- il pagamento della prima mensilità (maggio) è stato differito a fine giugno, adducendo motivi organizzativi. Gli stessi che verbalmente spiegherebbero numerose inesattezze nel computo delle ore pattuite e lavorate, degli straordinari e delle festività conteggiati, a tutt’oggi non sanate
- sono state applicate ai lavoratori assunti da MIORELLI SERVICE S.p.A. le clausole restrittive relative al periodo iniziale di prova non dovute, in quanto già dotati dei requisiti di professionalità esercitati nei precdenti periodi lavorativi
Ai fatti di cui sopra si sono aggiunti da ultimo ulteriori motivi di disagio
- a 7 lavoratori è stata comunicata la diminuzione del monte-ore contrattuale (dal 15 luglio e fino al 31 agosto), adducendo il fatto che le palestre scolastiche sedi abituali della loro prestazione non sono utilizzate; da sottolineare che il datore di lavoro ha piena facoltà di dirottare i lavoratori sulle altre sedi prese in carico, ridistribuendovi le ore-lavoro, così
da mantenere il monte-ore contrattato, come sempre avvenuto nel corso dei precedenti appalti. Ciò comporta ovviamente per le persone interessate (arbitrariamente colpite, in relazione semplicemente al fatto che le sedi di servizio occasionalmente loro assegnate siano o meno chiuse nel periodo estivo) una riduzione – anche pesante - delle ore retribuite e la relativa decurtazione dei ratei differiti (13^, 14^, ferie, pir etc.). In un caso, addirittura, la sede abituale di lavoro è stata mutata con pochi giorni di anticipo in modo da collocare il lavoratore su una sede interessata di lì a poco da chiusura estiva, consentendo il relativo taglio delle prestazioni retribuibili.
- Sono stati visti al lavoro nel Palazzo Municipale lavoratori non dipendenti, addetti a mansioni straordinarie da svolgersi una-tantum (quali la pulizia generale dei serramenti), privi di cartellino di identificazione, che con tutta evidenza non hanno completato le prestazioni previste nel tempo loro assegnato. E’ stato dunque posto in capo ai lavoratori dipendenti di ultimare quanto rimasto sospeso, nel corso della propria attività ordinaria e senza riconoscimento extra.
Particolarmente grave appare la condizione di lavoratori in categoria protetta (4) passati dalla ditta precedente ad AGRIFOGLIO cooperativa sociale, aggiudicataria
al 35% dell’appalto insieme a MIORELLI SERVICE SpA, nei confronti dei quali la mancanza di disposizioni operative univoche, la carenza nell’affiancamento dovuto da parte di lavoratori normodotati, gli atteggiamenti di controllo provocatorio e intimidatorio attuati dalla Ditta generano il massimo disagio.
Rilevato e verificato quanto sopra, i sottoscritti Consiglieri Comunali pongono
i seguenti interrogativi all’Amministrazione, committente del servizio e stazione appaltante:
La base d’asta sulla quale è stata costruita la gara d’appalto risultava fin dalle origini particolarmente circoscritta. Il ribasso d’asta per altro offerto da MIORELLI SERVICE S.p.A. (18%) è risultato ben più consistente di quello presentato da altri concorrenti, tale pertanto da destare più di un interrogativo sulla congruità dell’offerta.
- Quali linee di indirizzo sono state fornite da parte degli Amministratori al Responsabile del procedimento, in ordine alle prevedibili ricadute sulla qualità delle prestazioni e sulla tutela dei lavoratori di un così evidentemente sospetto ribasso?
- Quali azioni di verifica della congruità – e come documentate - ha esercitato il Responsabile del procedimento, in fase di aggiudicazione, così da assumersi la responsabilità del nulla osta ad adottare la delibera da parte della Giunta?
- Quale percorso di verifica e mediazione è stato svolto con i lavoratori e i loro rappresentanti(procedura corretta e dovuta, sempre seguita presso il Comune di Rho in occasione dei precedenti cambi d’appalto) per accertarsi che le condizioni e la qualità delle prestazioni corrispondessero alle garanzie di tutela dei lavoratori e delle condizioni di miglior favore previste dalla normativa?
Nel chiedere che le risposte agli interrogativi vengano fornite in seduta dei Consiglio, i Consiglieri sottoscrittori presentano comunque al dibattito la seguente
MOZIONE
Preso atto dei pesanti disagi che stanno subendo lavoratrici e lavoratori che svolgono da anni il servizio di pulizie presso i 33 edifici di proprietà comunale nel territorio, che si sono visti
- comprimere arbitrariamente le ore di lavoro contrattate
- decurtare pesantemente le retribuzioni
- aumentare provocatoriamente le pressioni e le contestazioni sulla qualità del lavoro prestato
- impartire indicazioni operative confuse (per imperizia o per scelta determinata), così da creare disguidi e tensioni poi regolarmente imputate ai lavoratori medesimi
si chiede all’Amministrazione
- Che si dia conto puntualmente ai Consiglieri delle condizioni contrattuali pattuite con il soggetto ultimo aggiudicatario dell’appalto, a confronto con l’appalto precedente
- Che sia rapidamente ripristinata una situazione di stabilità e di dialogo con i lavoratori delle pulizie, verificando le loro condizioni effettive di lavoro, la regolarità di applicazione delle clausole contrattuali e fornendo rassicurazioni circa il loro futuro occupazionale
- Che si valutino nella loro gravità i comportamenti della Ditta in premessa evidenziati e si proceda a risolvere il rapporto con MIORELLI SERVICE S.p.A, entro la scadenza del primo trimestre di controllo
- Che con questo atto e i successivi per il ripristino della regolarità del servizio si dimostri ai cittadini rhodensi, committenti ultimi e pagatori del servizio (che oltre agli Uffici pubblici riguarda le palestre scolastiche e i luoghi della loro frequentazione quotidiana quali Auditorium, biblioteca, uffici giudiziari e del lavoro) che l’Amministrazione pubblica di Rho - come e più di ogni altro datore di lavoro privato nel nostro Paese – consapevole che appiattirsi su logiche mercantili equivale a generare sfruttamento e precarizzazione, torna a farsi garante non solo della qualità della pulizia degli spazi con i cittadini utenti, ma prima ancora della pulizia nei rapporti con i cittadini lavoratori, alcuni dei quali svantaggiati e pertanto collocati in categoria protetta.