n.48 - La tempesta perfetta

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NO AL CAMPO NOMADI. E’ stato per un decennio la rendita elettorale della destra a Rho. Nel più generale capitolo-sicurezza, praticamente l’unico ritornello ripetuto e usato come clava, all’infinito. Il No al campo nomadi l’hanno sostenuto proprio tutti, nel centro destra: cattolici o meno, nostalgici o meno, leghisti o meno. Tutti. Non uno che abbia fatto neanche il tentativo di ragionare sui motivi che a Rho hanno portato alla realizzazione dell’insediamento di via Sesia. Era la fase.1 del percorso di uscita dall’illegalità di un centinaio (allora) di persone: persone (la cui vita merita rispetto almeno quanto quella di Eluana Englaro: meglio non darlo per scontato, di questi tempi) che vivevano abusivamente ai margini della città. Le ruspe del Comune di Rho ai tempi della Giunta Pessina hanno abbattuto – a termini di legge – 11 dimore abusive a 11 di queste famiglie cariche di bambini (famiglie, che meritano rispetto almeno quanto ne merita ogni mamma con figli che hanno solo lei, da cui farsi amare: meglio sottolinearlo, anche in tempi di family-day).
Come alternativa all’illegalità, per le persone/famiglie che chiedessero di continuare a Rho il loro percorso di vita, il Comune ha predisposto una sistemazione legale, per quanto spartana. Da lì, i bambini già da anni nelle nostre scuole e gli adulti disponibili a farlo (le donne, di fatto) avrebbero potuto essere accompagnati nei passi successivi sulla strada dell’integrazione: che per chi non è italiano è difficile e lunga, e per chi è rom ancora di più. Niente “regali” ai nomadi, chiedeva giustamente la città, e il primo passo è stato fatto con 135.000 euro rhodensi più 350.000 ottenuti da Provincia e Cariplo, che hanno sostenuto il progetto, giudicato ragionevole. E come tale approvato persino dalla Regione di Formigoni: ma la lobby leghista che adesso governa la città, per due volte ha sfilato a Rho il finanziamento regionale.
Adesso - a sorpresa, secondo la Lega di Rho - l’assessore Carolina Pellegrini in base a norme dettate dal ministro leghista Maroni chiede un finanziamento moltiplicato per tre (un milione di euro) per la fase.2 verso l’integrazione di questo gruppo di rom, a Rho da 12 anni, nel frattempo ridottisi a una cinquantina di donne e bambini, per lo più. E l’ottiene, con la benedizione del Prefetto.
Il che ha scatenato il putiferio dentro il centro destra rhodense messo insieme dal Sindaco Zucchetti. Ovviamente.

Perché la destra a Rho non ignorava affatto, mentre costruiva la sua rendita di consenso, che dentro il no al CAMPO nomadi, c’era un NO diverso e ben più radicale, alimentato inequivocabile da mille muri volantini, manifesti, siti internet e articoli di cronaca: NO AI NOMADI. Punto.
Cioè?... A Rho non ne vogliamo sapere nulla di persone e famiglie. Neanche un euro dei nostri per quelli lì. Spariscano. Come?…Non è affar nostro. Noi votiamo apposta un nuovo sindaco e la sua maggioranza: perché cancellino il problema. Cioè le famiglie. Cioè le persone. Le spazzino via. VIA I NOMADI. Capito, Sindaco Zucchetti?
E’ un uomo intelligente, il Sindaco. Non può non aver capito quel che vogliono i suoi elettori.
Promesso, Sindaco? E’ un uomo sveglio, il Sindaco. Non può non sapere che il consenso per lui dipende da questo obiettivo… Promesso.
E adesso - semplicemente - è venuto il momento di mantenere la promessa: e barare non serve. A quelli che si è scelti come elettori non basta che sparisca IL CAMPO (al costo di un milione di euro), quando per 10 anni gli si è chiesto il voto lasciandogli credere di potere, di volere, far sparire I NOMADI.

Possibile che il sindaco Zucchetti non abbia previsto tutto questo? O l’ha previsto, ma ha calcolato di poter cavalcare la tigre, allevata (o lasciata utilmente crescere) sempre più spavalda da tutta la destra per 10 anni? Calcolo presuntuoso: il difficile non è mai cavalcare la tigre. Il difficile è scenderne, e scenderne interi. ...O la verità è un’altra ancora?
Vedremo: intanto, il cinema già cominciato con la scena del Vicesindaco, considerato incapace, cacciato a pedate e ora riaccolto dal Sindaco con una pistola puntata alla tempia (destra), continua: con un’Assessora, considerata capace, mandata allo sbaraglio dal Sindaco e ora tenuta sulla graticola dalla minaccia di dimissioni di due Colleghi leghisti esibita al Sindaco con una pistola puntata alla tempia (sinistra).
Ammonivano le nonne: chi semina vento, raccoglie tempesta. “La tempesta perfetta”? Bel film.

E siamo noi, adesso, quelli che stanno a guardarlo con il secchiello del pop corn in mano. Sulla questione in sé, quello che dovevamo dire alla città di Rho lo abbiamo sempre detto, noi. E quel che dovevamo fare per la città di Rho l’abbiamo anche sempre fatto, noi.
Non avremmo dubbi neppure su chi merita di salvarsi e chi no, nella tempesta del film. Noi.
Ma determinare come va a finire il cinema, adesso, non tocca a noi.
Dipende dal Sindaco sceneggiatore-regista, che ha scritto il copione, e scelto e diretto il cast.
E soprattutto dipende da quanto la sua casa di produzione a Milano lo costringerà a fare i conti con l’incasso al botteghino.