Bocciato il Piano Integrato Diana de' Silva

Story: 

13 a 12, Piano Integrato ex Diana De Silva bocciato. Questo il verdetto del Consiglio Comunale del 19 giugno in cui l’opposizione ha raccolto i frutti del serio lavoro di approfondimento compiuto sul tema potendo dire che “il PD aveva ragione”. I vizi di forma c’erano e la maggioranza ha  sbagliato a chiudere gli occhi nello scorso Consiglio Comunale, lasciando il dirigente Zappa ad arrampicarsi sui vetri per difendere la correttezza dell’atto. E c’erano tutti e tre: tanto che due elementi, evidentemente mancanti, sono stati precipitosamente sanati a posteriori (con la modifica del documento d’inquadramento e con la conferma della “rilevanza pubblica e strategica” in termini congruenti con i criteri dettati dalla Regione), mentre il terzo – la Vas condotta da un soggetto interno al Comune e non esterno - rimane in una condizione di ambiguità che si dichiara confusamente di voler risolvere in seguito, a PII adottato: con tutti i rischi del caso. La tanta fretta nel convocare il Consiglio Comunale appena 12 giorni dopo il rinvio della delibera, conferma prima di tutto che  l’affare Diana De Silva – 7 milioni di euro che Rho devolve senza contropartita alla costruzione di un nuovo tribunale - è evidentemente strategico per più di un motivo: non per la città, ma per la sopravvivenza della Giunta Zucchetti; ma dimostra anche, una volta di più, la totale irrilevanza dei consiglieri comunali, quelli di maggioranza soprattutto.

Perché il PII torna in aula dopo una convocazione anch’essa in extremis della Commissione Ambiente e Territorio, fuori termine e fuori tempo massimo, mentre nei mesi di incubazione del Piano a nessuno era venuto in mente che quello fosse un ambito indispensabile di condivisione: neanche alla Lega, che fa parte della maggioranza e presiede pure la Commissione, e che si è lamentata del mancato passaggio solo in Consiglio Comunale; neanche al PdL, che ha mandato deserta per assenza dei suoi Consiglieri la seduta della Circoscrizione 1, quando c’era da dare il parere obbligatorio sul Piano.

E il PII torna con intatte le criticità già denunciate in città dal PD e di cui la Lega si è fatta buona ultima paladina: lo squilibrio di altri 6000 mq di commerciale in centro a Rho (che la proprietà può decidere tra l’altro di incrementare) che uniti a quelli che si preparano nel Piano Meda-Garibaldi sono una mazzata difficile da metabolizzare per l’offerta di negozi a Rho; l’aumento pesante del traffico che tribunale e commerciale riverseranno in zona Corso Europa-Castelli Fiorenza, già ora tra le più congestionate e in aperto conflitto con la nuova scuola elementare prevista a breve nell’area dell’attuale centro civico di via Statuto.

edremo quale sarà il comportamento della Lega. Il PII per il momento lo ha bocciato senza rompere con la maggioranza, ma quando ci sarà il passaggio sull’accordo Alfa Romeo scopriremo se si tratta di un ennesimo teatrino in favore di telecamera per alzare il prezzo e risucchiare consenso agli alleati, o di divergenze vere: ma in tal caso così marcate che mostra definitivamente la corda anche l’altro gioco, quello di disertare le occasioni di confronto in maggioranza - sedute di giunta, di Commissione, cene col sindaco, incontri di chiarificazione - per tenersi le mani libere in Consiglio e agli occhi degli elettori. Gli ultimatum al Sindaco fanno effetto una volta o due. Quando il Sindaco li ingoia ma alla terza tira dritto, tocca alla Lega ingoiare e alzare la manina. Del resto, lo ha già fatto insultandolo ma dichiarandogli fiducia. Nel silenzio di sempre degli alleati, rassegnati allo sbando della città ma tuttora speranzosi di poter ricavare ciascuno il suo piccolo vantaggio, da quello sbando.